5/12/2012

<= 4 Dicembre                                                                                                                                                           8 Dicembre =>

Caro diario, ho così tante cose da fare che non riesco nemmeno a scriverti giornalmente come mi ero ripromesso, scusami se puoi (non so se un diario sia incline al perdono).

Non riesco nemmeno ad aggiornare il blog con regolarità, considerato il fatto che non ho internet a DINAMICA. La routine è quella di alzarmi attorno alle otto, otto e mezza, prendere il caffè, preparare una busta di cose da portare giù, alzare la serranda, scaricare, andare in un bar a connettermi.

Ho inoltre dovuto rifare la sim. Il cellulare me lo ha comprato mia madre ed oggi ho dovuto impiegare un’ora per andarlo a prendere e un’ora per imparare ad usarlo. La rubrica è stata inspiegabilmente azzerata, così non ho risolto molto.

In compenso le chiacchiere con la gente sono molto positive, suscitano fermento e quindi sono soddisfatto.

Lo spazio di DINAMICA è ancora semivuoto ma per lo meno ora è accogliente, salvo per il freddo pungente che è alfine arrivato a Perugia. Il mondo reale è sempre più lontano da quello dei giornali e della televisione ed auspico a breve un risveglio delle coscienze che porti la gente a scendere in strada ed ignorare quei pazzi che ci governano, esautorarli del tutto.

Mario Monti brinda perchè lo spread s’è abbassato. Siamo ancora in attesa che la sua pressione invece si alzi.

Armi chimiche in Siria. C’è qualcuno che proprio non si rassegna a deludere i Maia.

E soprattutto “Pallemosce” Bersani vince su “Pipiritto” Renzi dopo giorni e giorni di primepagine sulle primarie. Dopo vent’anni, finalmente hanno imparato anche loro le tecniche di comunicazione di Berlusconi, il dare spettacolo a tutti i costi, spalleggiati da giornalisti con lo stesso qi di un criceto ubriaco. Il pdl invece non da retta alla vecchia volpe Berlusconi e s’imbarca in tentativi d’imitazione.

Nessuno c’ha una lira, la società è sfasciata, e questi fanno i giochini fra di loro. Lasciamoli soli, è ora, e riappropriamoci delle nostre città, della nostra economia, del nostro tempo e delle nostre emozioni.

Così facciamo qui, con spirito pacifico e costruttivo, e l’arte trova il suo spazio politico, diviene strumento principe della rinascita. L’avevo previsto mesi e mesi fa, naturalmente.

Ho chiesto di portare a DINAMICA un po’ di cose che servivano e le persone si sono mosse! Avevano ragione gli antichi saggi cinesi a dire che la crisi è un’opportunità. Lasciamo Mario “trilaterale” Monti brindare, tanto il suo tempo e quello di quelli come lui è contato.

Noi facciamo altro, abbiamo altri progetti e li realizziamo. Creiamo piccole associazioni e le mettiamo in rete, altro che partiti, finanza e globalizzazione. Raccogliamo tappi di bottiglia e ne facciamo torri per vedere lontano, liberiamo gli uccelli in gabbia e con le gabbie facciamo lampade per illuminarci la via. Smontiamo porte e finestre e ne facciamo mobili per accumulare esperienze.

Questo facciamo e non sarà certo la kafkiana burocrazia ad impedircelo.

Lo facciamo con sorriso e passione; la nostra violenza è tesa ad affettare il pane e cogliere la frutta, a mordere il nutrimento che stiamo tornando ad agognare dopo una forzata inappetenza.

Il gioco di DINAMICA è una piccola, umile avanguardia, ed io mi sento un piccolo esercito invincibile che fa della mobilità la sua forza, al di là della vecchia trita e fallimentare mentalità d’assediati tipica di tanti gruppi d’attivisti. Detto io le regole, ora, e decido che l’unica regola è la purezza d’intenti, gli strumenti sono coerenza ed ironia.

Ho pulito la vetrina e fatto un primo allestimento con le scatole di Linda ed i robottini che avevo fatto al festival del Libero Pensiero a settembre. Ieri siamo andati, su consiglio di Sandro, a recuperare un mobile fra i rifiuti.

Il godimento personale è enorme: gente che passa e guarda dentro, gente curiosa che entra in risposta al mio sorriso di là dal vetro, spazio per accumulare bellissimi rifiuti, musica e divanetti per ricevere gli amici che passano a trovarmi.

Ed idee numerose quanto i tappi di plastica che mi porta Nicola o le lampadine a risparmio energetico accumulate. Torneremo poi all’incandescenza, quando troveremo il modo di commutare parte della nostra passione in elettricità.

Oggi mi godo questo rinvio operativo, scaldando DINAMICA con la mia presenza e la stufetta, senza attaccare mensole e senza segare quell’assurdo mobile da farmacia. Più tardi andrò al circolo Island per presentare e presenziare il quinto appuntamento di SCATTI – incontri dietro la fotografia.

Ora Nina Simone e scrittura quasi in vetrina. Ma ieri ho avuto una mezza illuminazione e sento il mio carattere rafforzato da una nuova volontà di parlare meno, di essere meno umorale, deciso e pacifico come un magro guerriero dello spirito.

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