10/02/2013

<= 9 Febbraio                                                                                                                                                               14 Febbraio =>

giuseppe-piano2– Un amico alla CIA mi doveva un favore… – Mi ha detto giorni fa Giuseppe suonando il pianoforte nella Sede dell’Associazione – Gli ho chiesto di riorientare i satelliti per il controllo climatico così d’avere il sole per Domenica 10.

– Bene – Ho risposto – Io comunque pensavo di convocare gli spiriti elementali per un brainstorming…

– Perfetto, non si sa mai con quelli dell’HAARP.

Nonostante fossi quindi abbastanza certo del favore degli elementi, l’alba mi stupisce e trafigge inaspettatamente potente. Il sole sorge in questo periodo proprio di fronte alla finestra della mia camera, fa azzurro il Cielo e colora la Terra, trabocca ed invade i miei spazi fumosi e disordinati. Guardo fuori bevendo un caffè seduto ai piedi del letto e la giornata appare ricca di promesse, una per ogni raggio di luce che tenta di scaldare l’aria color gelo.

Mi metto subito al lavoro ed apro DINAMICA prima ancora dell’arrivo dei ragazzi dell’associazione, approfittando di un attimo solitario vibrante d’attesa per assemblare la maschera che indosserò oggi.

Nella notte avevo riflettuto su come farla e così bastano pochi minuti per compiere la trasformazione. La maschera è liberatoria, nel senso che libera un livello più profondo di noi, che poi è quello più lontano dal noi, quello dell’io infantile che gioca con l’apparenza, che è padrone di tutto e fa quello che vuole. Il carnevale sospende le regole del grigio, e rivela la tavolozza che abbiamo dentro, la danza delle sfumature.

Così assumo anche nell’aspetto il mio ruolo di Maestro Robotologo, ed un po’ divento Robot anch’io.

Dovete capire che i Robot non sono freddi e crudeli, hanno semplicemente un’emotività metallica, intrappolata in una carnalità priva di morbidezza, ed i loro istinti sono magnetici più che elettrici. I Robot apprezzano la ruggine come noi apprezziamo l’odore di polvere dei vecchi libri, amano la plastica come noi abbracciamo un cuscino ed hanno sovente un cuore d’oro.

Oggi è carnevale e bruciamo via Gennaio, diamo festa per le Vie.

Ma DINAMICA ha un basso scopo oggi, che è far cassa in vista della bolletta dell’ENEL che verrà.

Ho tutto pronto per il banchetto, lampada, poltrona d’automobile, robot, spillette, scatole a misura e certificazioni.

DINAMICA è uno spazio il più possibile non monetario, così ho deciso di estroflettere su Via Cartolari il ponte di finanziamento. Fosse per me i soldi nemmeno esisterebbero, ma visto che il pianeta li usa, anch’io sono costretto a volte a sporcarmi la mente con cose come la valutazione monetaria di un’opera. Seguo il consiglio di Zolletta e tengo i prezzi bassi per rendere accessibile l’acquisto, rispetto alle mie esigenze etiche sul valore altissimo della produzione robotologica, che paralizzerebbero il mercato.

Sono come un genitore che non vorrebbe mai vedere i figli andarsene di casa, ma che ne capisce la necessità: se vogliamo conquistare il mondo dobbiamo infiltrare degli agenti robotici e quale modo migliore c’è di farsi anche pagare?

2013-02-10-LindaLinda viene a supportarmi e lavora ad una sua maschera robotologica, saldamente al comando dell’astronave, mentre io vado a far parata lungo Corso Vannucci, gridando come un banditore ed agitando un ridicolo bastone da passeggio ricavato da un ombrello (che non sopravviverà alla giornata). Incrociamo Zolletta coi Mozomba (o come diavolo si chiamano ora) e marciamo insieme ballando. Quando Ramadori da il segnale, la banda inizia a correre, costringendo carri e maschere a starle dietro.

Torno a DINAMICA, dove ovviamente c’è già gente all’opera e primi incassi.

Il laboratorio si riempie di adulti e bambini quasi ininterrottamente dalle undici della mattina alle otto di sera ed in certi momenti è davvero affollatto, tanto che una ragazza con un bambino mi domanda:

2013-02-10-Il Sindaco Boccali a DINAMICA

Il Sindaco Boccali in visita informale a DINAMICA

– Mi conviene spingere per farmi spazio o aspettare?

Le rispondo di valutare lei, metto un disco da sparare in Via ad alto volume e torno fuori. Metto dischi quasi a caso, uno per genere, ed azzecco l’atmosfera per una sorta d’ispirazione esterna, la mano di qualche Idea di passaggio.

Dentro è troppo affollato ed il laboratorio va avanti da solo. Zolletta veglia ed interagisce, spiegando le regole ed annotando i nomi dei Robot assemblati. Gli lascio questo lavoro perchè io sto in Via a far scena con maschera e mantella, a sorridere al flusso continuo di passanti, ogni volta, anche a chi fa su e giù da stamattina.

Il finanziamento va bene (anche se non basta mai). Le spillette si vendono facilmente e mi trovo ad aggiungerne di nuove, assemblando on the road, pescando dalle mie scatoline pezzi scelti.

In molte situazioni Linda è una sorta di jolly ma, colta da malore, scompare dalla scena ed io non ho nemmeno il cellulare per chiamarla. Avrei voluto mandarla a fare la sfilata pomeridiana per il corso in rappresentanza di DINAMICA e della robotologia, ma pazienza.

Il sole tramonta (non che se ne veda molto in fondo a Via Cartolari) e l’aria si fa ancor più fredda, ma il vino brulito di Sasha ed Irene aiuta a mantenersi attivi. La mantella a quadri grigi sembra una coperta quando stai seduto, ma è la cosa più calda che ho ed è stata una gran mossa portarmela dietro.

L’atmosfera è gioiosa, i bambini più liberi del solito di scorrazzare e sporcarsi, i coriandoli sparsi a tappeto dappertutto.

Mi stupisco che, chiunque passi, s’infili per la porta. Origlio commenti di apprezzamento in giro e raccolgo complimenti per l’idea. Non è che l’idea sia eccelsa in se’, è che è un’idea, e le idee sono potenti e di questi tempi non troppo comuni.

Purtroppo non son libero di girare come vorrei, andare a ballare e cantare in giro, ma mi diverto comunque a stabilire una fermata obbligata per la Via, un qualcosa da vedere.

Le Viole, evidentemente, fioriscono a Febbraio.

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