2/01/2013

<= 30 Dicembre                                                                                                                                                             7 Gennaio =>

Caro diario,

la robotologia è una scienza, certo, ma è anche una droga. Come per ogni droga, oltre all’effetto, conta la ritualità dell’atto, l’insieme dei piccoli atti preparatori, così è difficile dire se smontare vecchi elettrodomestici sia meno divertente che assemblarne i pezzi in nuove visioni.

Oggi io e Zolletta ci siamo trovati, senza metterci d’accordo, a smontare cose, svitare viti, spaccare plastica ostinata, martellare e fare leva. Sono partito in mattinata con un videoregistratore (Dio li benedica, quanti pezzi!) e nel primo pomeriggio Zolletta mi ha raggiunto a DINAMICA con qualche bustata di oggetti: due ferri da stiro, uno spremiagrumi, una spazzola elettrica, una specie di frullatore, etc. Alcune di queste cose sono state donate dalla riciclatrice Claudia Avitabile, sempre generosa in fatto di rifiuti ed avanzi. Sasha ci ha portato un vecchissimo computer, Valentina Orlando due cellulari ed il risultato è che il Tavolo di ROBOTOLOGICA si è rimpinguato! Ero così in ansia per il fatto che il mucchio di pezzi fosse così calato di volume che l’altra notte ho sognato angosciosamente che si esauriva, ma ora è tornato al suo originario splendore e… l’insieme dei pezzi si fa soggetto di una marea trasformativa, i rifiuti portati dalle onde e poi trascinati via dall’oceano nella baia di Tokyo di cui parla Zelazny come metafora del nostro divenire [Morire ad Italbar]! I materiali si mischiano in nuovi equilibri e si fa largo nei nostri cuori la voglia di sperimentare forme evolute, di cercare la rappresentazione dell’immateriale, di dare corpo a Spetti, Demoni ed Idee, magari con l’ausilio di plastiche da imballaggio, polistirolo, stoffa e tutto quello che normalmente non fa parte della plasticità robotica.

Allontanarsi dall’autorappresentazione, dal facile antropomorfismo, per rendere l’Esercito dei Robot più vario e superare le frontiere della scienza robotologica classica.

Intanto a Braccia Rubate i due amici supercriminali dimostrano che le mie biografie sono sapienti: Chiara incolla qualsiasi cosa e Francesco fora. Parto da DINAMICA per rintuzzare il gemellaggio con il laboratorio dei due, portando sacralmente in dono dei santini dorati che ho trovato a terra in Via della Viola l’altro giorno; Chiara inizia subito a ritagliare facce e particolari da una vecchia rivista per alterarne blasfemamente le fattezze mentre Francesco viene a DINAMICA per forare col trapano a colonna le rondelle di legno del pannello animato che sta costruendo in onore del Cinema Melies (che deve ancora aprire, sob), e decidiamo di barattare il suo cacciavite cinese con mille punte in cambio di qualche brugola dinamica.

Via della Viola è davvero fantastica. (Ed abbiamo anche fatto un mostro)

Ma oltre che smontare e scambiare, oggi ho anche prodotto, “disegnando” un paesaggio di chiocciole sul vecchio specchio che tenevo apposta, e che regalerò alla Signora delle Chiocciole.

Ho iniziato anche a costruire SHIFT, il Tasto trans, ma ancora è in alto mare, perchè la fame ed il freddo ci hanno spinti ad abbandonare DINAMICA in favore di casa mia e di un buon piatto di pasta noci, verza e pancetta. Un amaro amaro al Kandisky e poi a letto!

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