29/11/2012

<=28 Novembre                                                                                                                                                   30 Novembre =>

Caro diario, forse è il caso che mi do una calmata. Sto abusando delle mie energie fisiche, anche se devi riconoscere che non c’è niente di più divertente. Quello che ne risente è la mia capacità, già di per se’ limitata, di relazionarmi con gli altri.

Alle nove mi alzo, confermando il fatto che non sono la stessa pigra persona che ero un tempo, e mi butto sotto una pioggia ininterrotta per incontrare Maddalena; andiamo nella sua casa avita a Torgiano, dove una famiglia delle dimensioni di un piccolo stato accumula cose da decenni.

Smonto tre sedili d’automobile per farne divanetti e recupero pezzi di ferro di vario genere da un barile arrugginito.

Mi riunisco in tarda mattinata a ragazzi dell’associazione, che stanno svuotando uno degli spazi messici a disposizione. Mi procuro un bel tavolo, adatto probabilmente alla sala polifunzione e, dal garage di Pietro, una bacheca dalla superficie di sughero.

Dato che la corrente elettrica resta un sogno misterioso e le cose da fare sono millemila, decidiamo con Giuseppe di rimandare l’inaugurazione di DINAMICA da sabato 8 a domenica 16. L’8 ci sarà comunque una preapertura, dove conto di riunire un po’ di gente per discutere dell’allestimento e di progetti futuri. La signora di Lupi ci da pizzette, panini e dolci, così evito di cucinare per pranzo e mi dedico alupilla grafica ed alla scrittura un paio d’ore.

Il 16 dicembre ci sarà anche un evento dell’ARCI in Via della Viola 1, così c’è caso che riusciremo a far venire parecchia gente e partire alla grande, anche se un po’ mi da fastidio dover condivedere l’evento con le istituzioni. Lo so che sono strambo: sono stato consigliere di circoli ARCI e tesserato ogni anno da quando ero sbarbato, vedo la positività di tale organizzazione, così come la necessità di altre, ma sono sempre più convinto che le istituzioni siano un qualcosa di superabile, o per lo meno me lo auspico. Credo molto di più nelle energie mosse dal basso, nella coordinazione spontanea di realtà differenti per affinità ideale (la comunità originale di cui parla Cacciari), nell’autoproduzione e nella riappropriazione in ogni sua forma.

Alle quattro la ztl apre e scarico sedili e scatoloni. Poco dopo sono al circolo Island, dove posso connettermi in pace e lavorare al blog. Ancora una volta alle divinità del cosmo fischiano le orecchie di volgarità sbraitate, ma dopo due ore di perdite di tempo riesco a partire, creando: dinamicadinamica.wordpress.com

Ascolto con una minima parte della mia mente le chiacchiere degli amici presenti, autisticamente concentrato nella mia visione. Devo starci attento col web, tende a risucchiare; pare davvero di stare creando qualcosa, ed è divertente, ma sono solo dati, codici binari, che il vento si porterà via come fumo dal camino: l’esperienza diretta è un’altra cosa, e coinvolge sempre tutti e cinque i sensi.

Salto anche la cena e continuo a lavorare, interrompendomi soltanto per parlare di DINAMICA a chiunque penso possa essere interessato e per chiedere consulenze. L’amico Jaxxx mi coadiuva in un paio di passaggi complicati. Era parecchio che non lo vedevo e ci scambiamo gli ultimi aggiornamenti sulle nostre reciproche attività.

Riesco ad interrompere il mio flusso di lavoro soltanto quando gl’HYSM, Jacoclipwriting-hysmpo e Stefano, iniziano il concerto che hanno organizzato.

Non c’è molta gente, così non si sono messi sul palco, ma al centro della stanza grande, mentre alle spalle si proietta un foglio di videoscrittura condivisa, il clipwriting che portiamo avanti con Nicola Castellini dell’associazione ARRIVO. Il concetto è semplice: scrittura spontanea sparata sul muro, quando uno si alza dalla tastiera qualcun altro lo sostituisce.

Gl’HYSM suonano a livelli altissimi e l’atmosfera è intima e magica; scrivere seguendo il ritmo della loro musica è facile! E’ manifestazione di una delle cose che auspico: spazi dove far convergere diverse attività che, nella copresenza, trovano linfa e nutrimento.

E poi basta coi palchi! Chi suona o recita deve stare in mezzo, non davanti (non siamo a scuola!)

E trovo un equilibrio fra tutte le associazioni a cui aderisco, con progetti diversificati che emanano da differenti aspetti della mia complicata personalità (anche se alla base c’è sempre la stessa indomabile natura creativa).

Il clipwriting stimola le associazioni d’idee ed è quindi un po’ come sognare, le dita ballano ed il flusso non finalizzato della scrittura libera lava via le tensioni di troppe ore davanti al computer.

Tornato a casa mi cucino un raffinato piatto di pasta col tonno che Pietro mi ha regalato dal garage; la divoro, e così faccio le cinque. Uno degli ultimi pensieri lucidi è quello di concedermi domattina qualche ora di sonno aggiuntiva, un po’ di sano (meritato?) ozio.

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